Comunicato Stampa n. 3 del 4 luglio 2022

Abstract:

Da molti anni abbiamo il dubbio che i dati forniti dalle Relazioni del Ministro della Salute al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 siano molto inferiori a quelli reali, in particolare quelli riportati nelle tabelle sintetiche in calce alla relazione. L’anno scorso abbiamo avuto uno scambio via mail con la Responsabile del Processo Indagine sulle IVG dell’Istat e con i Referenti di Epicentro su questo argomento, ma al di là degli inviti reiterati in questa ultima relazione a svolgere meglio la raccolta dei dati non abbiamo potuto notare significativi miglioramenti nel servizio.

La tabella riportata a pagina 55 della relazione ci ha offerto lo spunto per iniziare la riflessione di quest’anno: i dati da essa riportati da noi esplicitati con i numeri accanto alle percentuali fornite, che meglio rendono l’idea della situazione confermano quanto da noi affermato nel nostro Comunicato Stampa n. 5 del 27 agosto del 2020, cioè che le ivg farmacologiche comportano un maggior numero di complicazioni (989 / 23.008 ivg) rispetto a quelle chirurgiche (260 / 43.405).

In Umbria abbiamo avuto la possibilità di confrontare i dati forniti dalla Relazione Ministeriale – in particolare delle Tabelle 26 e 27 – con i dati ottenuti dalle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera): chi avrà la pazienza di leggere tutto il comunicato potrà prendere atto che la realtà è molto più drammatica di quello che la tabella di pagina 55 ci presenta.

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Comunicato

I dati riportati in questa tabella di pagina 55 dell’ultima Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 nell’anno 2020, da noi modificata aggiungendo la consistenza numerica alle percentuali confermano quanto da noi affermato nel Comunicato Stampa n. 5 del 27 agosto 2020, cioè che le ivg farmacologiche sono gravate da un maggior numero di complicanze, che nel 2021 potrebbero essere più numerose essendo le nuove norme sull’aborto farmacologico usate non in tutte le Regioni e negli ultimi tre mesi e mezzo dell’anno 2020.

Chi si limita ad una lettura frettolosa della relazione e si ferma a dare maggiore attenzione alle 32 Tabelle riassuntive contenute nella Relazione si potrebbe fare un’idea completamente diversa della situazione.

            Sopra è riportata la Tabella 27 “IVG e complicanze, 2020”: secondo questa tabella le complicazioni totali registrate sarebbero 490, cioè il 7,4 x 1.000. Nella parte inferiore abbiamo riportato i dati trovati sul sito ISTAT relativi all’Italia per l’anno 2020: non c’è un numero che coincida pur essendo unica la fonte. Sul sito dell’ISTAT troviamo 720 mancato/incompleto aborto, assenti completamente nella Tabella 27, nella quale ci sono Regioni come la Liguria e l’Umbria in cui sembrerebbe che le complicazioni non siano state rilevate rispettivamente nel 19,5% (Liguria) e 15,5% (Umbria) dei casi.

Nella relazione leggiamo più volte “si sottolinea ancora una volta l’importanza da parte dei professionisti che operano nelle strutture di riportare e registrare tutte le informazioni richieste dalla legge 194/1978 sul questionario, …”, ma a quanto pare quando vengono fatte le tabelle è un altro il criterio che viene adottato!

La tabella 1 conferma quanto prima affermato, cioè che il maggior numero di giornate di degenza è legato alle ivg farmacologiche.

Ma è possibile fare altre più approfondite analisi partendo proprio dai dati riportati in queste tabelle: nella tabella 27 per l’Umbria sono riportate 3 casi di emorragia, 6 casi di altro e 128 casi di dato non rilevato. Nel sito ISTAT possiamo leggere: 3 casi di emorragia, 2 casi di Incompleto/mancato aborto, 6 casi di altro e 128 casi di dato non rilevato.

I dati umbri riportati nella Tabella 27 sono meno completi dei dati offerti a pagina 3 del Questionario annuale ISS (Istituto Superiore Sanità) sull’andamento delle IVG nell’anno 2020 inviato alla Regione Umbria.

Entrambi sono molto lontani dalla situazione reale, che appare in modo chiaro ed inequivocabile andando a consultare le SDO (schede dimissione ospedaliera) delle donne che si sono sottoposte ad IVG nell’anno in oggetto, che di seguito riportiamo:

Partiamo dalla colonna Nessuna complicazione: andando a verificare il numero delle donne ricoverate per IVG farmacologica (Codice diagnosi 635* (qualsiasi posizione) e codice procedura 9924 (qualsiasi posizione) troviamo 67 ricoveri ordinari e 132 in DH/DS per un totale di 199 ricoveri con 469 giornate di degenza. Nella colonna Aborto incompleto o mancato abbiamo 62 ricoveri in DH/DS con diagnosi 63590 (IVG senza complicazione riferita, non specificato se completo od incompleto), che hanno comportato una degenza di 151 giornate e 49 ricoveri (2 ordinari e 47 in DH/DS) con diagnosi 63591 (IVG senza complicazione riferita, incompleto) per un totale di 146 giornate di degenza. Nella colonna SHOCK abbiamo un ricovero in DH/DS con diagnosi 63550 con 2 giornate di degenza. Sommando abbiamo 311 ricoveri per un totale di 766 giornate di degenza per le sole IVG farmacologiche, molto più numerose di quelle riportate nella tabella 27 (9 ricoveri + 128 dati non rilevati) per tutte le IVG – chirurgiche + farmacologiche – effettuate nell’anno 2020!

Non conteggiando i 199 casi classificati “nessuna complicazione”, ma che hanno richiesto 199 ricoveri e determinato 469 giornate di degenza, i soli ricoveri per mancato/incompleto aborto (111) e per shock (1) rappresentano il 33,6% delle complicazioni registrate in Umbria nelle donne sottoposte ad IVG farmacologica, nettamente superiore alla % nazionale (2,9%) riportata nella tabella dell’ISTAT di pagina 55 della relazione ministeriale!

La tabella 4 ci fa vedere che nei 486 casi di IVG chirurgiche senza complicazione riferita e con aborto completo (codice 63592) ci sono stati 6 ricoveri ordinari con 9 giornate di degenza e 480 ricoveri in DH/DS con 481 giornate di degenza; 29 casi di IVG senza complicazione riferita, non specificato se completo o incompleto con un ricovero ordinario (codice 63590) con 23 giornate di degenza e 28 ricoveri in DH/DS con 29 giornate di degenza; 1 caso di IVG chirurgica completa con insufficienza renale (codice 63532) con 1 giornata di ricovero in DH/DS; 3 casi di IVG incompleta (63591) con 2 ricoveri ordinari e 4 giornate di degenza ed 1 ricovero in DH/DS con 1 giornata di degenza.

Conteggiando anche per le IVG chirurgiche solo i mancati/incompleti aborti (33) registriamo in Umbria un’incidenza del 6,07%, nettamente inferiore a quella registrata nelle ivg farmacologiche (33,6%).

            Ci stupisce come nella tabella 27 nella riga dell’Umbria non sia registrato alcun caso di mancato/incompleto aborto!

Nella tabella 26 leggiamo che in Umbria nel 2020 ci sono stati 688 ricoveri con <1 giornata di degenza, solo 9 ricoveri con degenza di 2 – 3 giorni per un totale di 60 giornate di degenza e 88 casi in cui il dato non è stato rilevato; dalle SDO delle donne che si sono sottoposte ad IVG in Umbria nel 2020 risulta, come si può vedere nella tabella sotto riportata, che ci sono stati 832 ricoveri con almeno 1 giornata di degenza per un totale di 1.949 giornate di degenza.

Sorge spontanea una domanda: chi ha compilato queste tabelle dove ha preso i dati e quale controllo è stato fatto per verificarne la correttezza?

Se in una Regione piccola come l’Umbria di 263 ricoveri con degenza di durata ≥ 2 giorni (pari 806 giornate di degenza) vengono riportati solo 9 casi di 2-3 giornate di degenza (per un totale largo di 27 giornate di degenza) – cioè lo 0,034% dei dati reali – e 88 dato non rilevato (N.R.) come ci si può fidare degli estensori di queste tabelle e delle autorità che li avallano pubblicandoli nella Relazione annuale al Parlamento del Ministro della Salute sull’applicazione della legge 194/1978 ?

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