Quando si riduce l’uomo ad oggetto che si può comprare e/o scartare: tutto è possibile!

 

I fatti di Corigliano Calabro interrogano ancora una volta la nostra coscienza: con quali occhi vediamo l’essere umano? E’ talmente evidente che il piano inclinato della deriva etica è diventato ormai verticale verso l’abisso della indifferenza al destino degli esseri umani più deboli e indifesi. L’essere umano è una “cosa” che può essere scelto e prodotto a piacimento, è una merce di scambio per gli scopi più diversi. Può essere acquistato come l’utero in affitto, può essere venduto da una coppia all’altra, può essere sacrificato come e quando si vuole in nome di un ritorno economico che è sempre un ritorno egoistico e individualistico dove la parola umanità e la parola pietà sono completamente bandite.

Programmare una gravidanza in funzione di una atrocità mentale come quella di abortirlo molto tardivamente per incassare 80.000,00 euro dalle assicurazioni è l’emblema di come l’embrione venga utilizzato per 30 sporchi denari.
Da qui l’urgenza di riappropriarci degli occhi del cuore perché solo gli occhi del cuore possono illuminare la mente e la scienza a riscoprire e rispettare quell’ “essenziale che è invisibile agli occhi del corpo”. (Il Piccolo Principe)

Dobbiamo diffondere una grande strategia culturale sulla vita che educhi le coscienze di credenti e non credenti, con evidenze scientifiche e testimoniali, al riconoscimento del volto umano dell’embrione e della vita anche quando essa non è visibile agli occhi del corpo. Come giustamente è stato detto si combatte l’aritmetica della ferocia con la resistenza del bene.

Il Consiglio Direttivo

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