Gli appelli al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e all’AIFA che due società scientifiche e diverse personalità note sui social media hanno fatto per estendere l’aborto farmacologico Ru486 (detta pillola del mese dopo, “kill pill” cosi definita nel mondo anglosassone) per autorizzare l’aborto farmacologico a domicilio senza bisogno del ricovero ospedaliero (l’aborto fai da te) e per estendere da 7 a 9 settimane l’epoca gestazionale cui è consentito ricorrervi, ci ha lasciati basiti.

Innanzitutto perché le difficoltà di attuare la scelta interruttiva sono state smentite da molti ospedali e in secondo luogo per la apparente indifferenza con cui si affronta un tale dramma in relazione alle conseguenze fisiche e psicologiche sulla salute delle donne. Infine, stupisce soprattutto la posizione di uomini di scienza che riteniamo di particolare gravità essendo coloro che dovrebbero tutelare la salute delle donne.

Il primo aspetto riguarda l’idea di incrementare il ritorno al privato, alla clandestinità dell’aborto volontario aumentando il peso psicologico nell’assumere la pillola abortiva dopo una scelta già difficile di rinunciare al proprio figlio.

Il secondo aspetto riguarda la sicurezza dell’aborto farmacologico le cui conseguenze sul piano fisico appaiono fortemente sminuite da certa letteratura e vengono completamente dimenticate le 40 morti materne riferite dall’OMS, silenziose, dovute prevalentemente all’infezione da clostridium sordelli, favorita da una vera e propria immunodepressione della risposta immunitaria. Inoltre, come è stato evidenziato nelle due ultime relazioni annuali al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 (la relazione del 2019 non è stata ancora presentata!!!) è chiaramente specificato il maggior rischio legato all’aborto volontario con Ru486.

Tra il 2014 ed il 2016 ci sono state tre morti dopo aborto farmacologico (1 a Torino e 1 in Campania nel 2014 e 1 in Campania nel 2016). Prendendo in considerazione la sola morte di Torino ed il numero totale degli aborti volontari farmacologici fatti in Italia dal 2009 al 2016 (62.872), la mortalità materna è di 1,59/100.000 donne superiore all’1.1 x 100.000 donne registrata in altri lavori 15.9 volte superiore a quella dell’aborto chirurgico (0,1/100.000) (New England Journal of Medicine, 2005; Italian Journal of Gynecology and Obstetrics, 2008).

Inoltre è a tutti evidente che se l’epoca gestazionale viene portata a 9 settimane il numero totale delle donne sarebbe più che raddoppiato (nel 2017 le donne con epoca gestazionale fino a 8 settimane sono state 37.508, le ivg farmacologiche 14.267) e di conseguenza aumenterebbe notevolmente il numero di donne (minimo ~ 1.000) che avranno bisogno di essere sottoposte a revisione della cavità uterina per metrorragie confermando le complicazioni segnalate dalla FDA statunitense nel 2006 (950 complicazioni di cui 116 trasfusioni, 12.21%, 232 casi di ospedalizzazione, 24.42%). Infine oltre all’aumento numerico non si tiene conto che chi abortisce a casa ed ha una metrorragia abbondante corre subito al Pronto Soccorso quando si accorge di perdere molto sangue. In tal modo si crea maggior disservizio di quando il tutto avviene in una seduta programmata in ospedale ed esponendosi così realmente ad un maggior rischio di contagio.

Il terzo aspetto riguarda la solitudine delle donne: la donna è lasciata sola a convivere nell’attesa dell’espulsione del proprio bambino che può avvenire anche in presenza di altri familiari e, come riportato dal British Medical Journal, nel 56% dei casi le donne riconoscono l’embrione espulso.

Tutto questo rattrista molto perché di fronte all’eroismo di tanti colleghi medici (più di 100) che hanno perso la vita per curare persone ammalate di Covid-19, si constata la reticente connivenza di chi sa benissimo che l’aborto farmacologico è più rischioso di quello chirurgico. La manipolazione mediatica e psicosociale invoca uno stato di necessità che non c’è. Invoca i diritti delle donne senza tutelarne la salute fisica e/o psicologica.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 8 aprile 2020

“L’aborto è un diritto delle donne per quelle associazioni che difendono la legge 194 e che chiedono che venga garantita l’applicazione anche in questo momento di emergenza per il Coronavirus. A causa degli ospedali intasati per facilitare la “pratica” hanno chiesto interruzioni di gravidanza farmacologiche senza ricovero che significa, in soldoni, la ‘giungla del fai da te’. 

Ma come? I radicali e la Bonino non avevano combattuto estenuanti battaglie per far terminare gli aborti in casa che causavano la morte anche delle donne e adesso invece chiedono un ritorno al passato? Un rischioso precedente che appare inconciliabile con lo spirito della legge stessa e con la salute della donna” hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente Pro Vita & Famiglia, onlus pro life già organizzatrice del Congresso delle Famiglie di Verona, sulle polemiche intorno alla pillola Ru486 direttamente a casa.

Ovviamente – hanno aggiunto Brandi e Coghe – non mancano le adesioni dei soliti “testimonial” delle battaglie abortiste, come Roberto Saviano, Laura Boldrini, Marco Cappato, Livia Turco, che da esperti quali sono in materia sanitaria, chiedono anche di allungare i tempi per l’aborto con la Ru486 da sette a nove settimane. D’altronde scrittori, politici, che ne sanno di cosa significhi praticare un aborto, così dal loro divano di casa suggeriscono con i loro sodali le interruzioni “totalmente da remoto” con la telemedicina” e il problema è risolto” Questi esperti da divano nemmeno si rendono conto di quanto sia pericolosa per la salute delle donne la pillola RU486, più rischiosa di un aborto chirurgico e per questo il servizio sanitario la somministra in regime di day hospital”.

Brandi ha poi concluso con un sospetto: “La realtà è che ben prima del Coronavirus il numero dei medici obiettori era in continuo aumento. Saltare di fatto il medico per fare un aborto può essere la soluzione che gli abortisti  cercano. Peccato che oggi come domani daremo battaglia, perché questo significherebbe non rispettare la prima parte della legge sulla tutela della maternità e sulle pratiche per disincentivare l’interruzione di gravidanza”.

 

Uff. Stampa Pro Vita & Famiglia

https://www.provitaefamiglia.it/blog/aborto-pro-vita-famiglia-associazioni-chiedono-aborti-domiciliari-ma-se-la-bonino-li-ha-combattuti

SCIENZA E COSCIENZA NEL VIVERE E NEL MORIRE
10 ANNI DI A.I.G.O.C.
2009-2019

L’obiettivo è riflettere sul passato, 10 anni di A.I.G.O.C. (Associazione Italiana Ginecologici Ostetrici Cattolici),

riscoprire l’importanza delle radici, vivere in pienezza il presente e lanciare i progetti per il futuro.

ISCRIZIONI ON LINE:https://www.advancedcongressi.it/evento/scienza-e-coscienza-nel-vivere-e-morire-convegno-del-decennale-a-i-g-o-c/

 

ACCREDITAMENTO ECM: 7 CREDITI FORMATIVI
Evento accreditato per le seguenti categorie: Medico Chirurgo (tutte le discipline), Specialisti in Ginecologia ed Ostetricia,Psicologi e Psicoterapeuti, Medici di Medicina Generale, Biologi, Ostetriche, Infermieri, Farmacisti e tutte le figure sanitarie.

 

DURATA DEL CORSO
Il Corso si articola nella giornata del 21 marzo 2020 presso l’Aula Paolo VI del Palazzo Apostolico Piazza della Madonna-Loreto, Ancona.

 

ISCRIZIONE
La quota d’iscrizione al Corso è di 50,00 Euro.
L’ IBAN per effettuare il pagamento: IT 43 I 02008 05314 000401369369 intestato ad AIGOC
Il Corso è gratuito per gli iscritti all’ AIGOC per l’anno 2020.
Per iscriversi compilare il Format sulla home page del sito www.aigoc.it

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Prof. Giuseppe Noia – Dott. Angelo Francesco Filardo
Dott. Alberto Virgolino – Dott. Gian Franco Puggioni
Dott. Alessandro Feo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Dott.ssa Eleonora Lisi – Sig.ra Barbara Costa
Dott. Roberto Festa – Dott. Alessandro Cecchi
Via F. Albergotti , 16 Roma
segreteria@aigoc.it – Tel. 06/6629537
SEGRETERIA E.C.M.
Advanced Events &Communication
Via San Martino, 25 – Ancona
www.advancedcongressi.it
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08.30 ISCRIZIONE E ACCREDITAMENTO
08.45 APERTURA E SALUTI DELLE AUTORITÁ
S.E.R. Monsignor Fabio Dal Cin
09.10 Prof. Filippo Boscia
09:30 Prof Giuseppe Noia: “L’impatto culturale dell’ AIGOC in questi 10 anni”
09.50 Dr. Alessandro Feo : “L’aborto come fenomeno personale e sociale”
10.10 Dr. Angelo Francesco Filardo : “Le minacce nascoste alla Vita sin dal concepimento”
10.30 DISCUSSIONE
10:45 BREAK
11:00 Dr. Alessandro Cecchi: “L’uso corretto della diagnosi prenatale: l’esperienza di Loreto”
11:20 Dr. Gian Franco Puggioni: “Scelte cliniche e prognostiche nelle gravidanze a rischio”
11.40 Prof. Andrea Ciavattini : “La problematica dei grandi
12:00 DISCUSSIONE
12:30 LUNCH
14:00 Assemblea Nazionale soci AIGOC
15:00 Prof.ssa Lucia Masini: “Diagnosi prenatale e follow up della spina bifida”
15:30 Prof. Marco De Santis: “Prevenzione primaria e trattamento prenatale della spina bifida”
16:00 Dr. Luca Massimi: “Approccio chirurgico postnatale e storia naturale della spina bifida”
16:30 Prof. Giuseppe Noia: “Vedere per curare, accompagnare per amare: l’Hospice Perinatale”
17:00 Conclusioni: don Paolo Morocutti , Assistente Spirituale
17:30 DISCUSSIONE
18:00 TEST E.C.M.
18:30 CHIUSURA DEI LAVORI

Per scaricare la brochure CLICCA QUIBrochure 10 anni AIGOC

Per scaricare la locandina CLICCA QUILocandina Convegno 21.3.20

     Abbiamo sempre pensato che servire la verità scientifica sia il più alto ideale da attuare per chi opera nel campo della scienza e della comunicazione. Come non ricordare il “Medico” Giuseppe Moscati: Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E  se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita e tu sii forte nel sacrificio”.

    Purtroppo, sappiamo anche che chi non ha dimestichezza con questa tensione interiore a servire l’uomo e la sua dignità non riesce a vedere la grandezza di questo servizio. Il messaggio, quindi, non è solo quello di ammirare le grandi conquiste della scienza ma di preoccuparsi anche di “che cosa” e “come” viene usata questa scienza.

È comprensibile l’enfatizzazione dei risultati e dei successi, ma dobbiamo perseguire l’obiettivo di aiutare tutti a riflettere per valutare i rischi e le derive anti-uomo : rendere così i più consapevoli e liberi nel capire la preziosità della verità della vita umana. “La verità vi farà liberi”: questo può avvenire solo se si fa una rivisitazione epicritica e intellettualmente onesta delle varie realtà culturali.

La finalità del convegno è quella di permettere al medico e agli altri operatori sanitari di cogliere tutti gli aspetti di discernimento possibili: le ambivalenze tra nuove tecnologie, le metodologie rigorosamente scientifiche e la salvaguardia della persona umana. Una grave patologia feto neonatale come la spina bifida ha cambiato la sua storia naturale negli ultimi 20 anni grazie alla prevenzione, gli interventi post natali e recentemente le correzioni prenatali di chirurgia fetale open e/o fetoscopici.

 

 

COMUNICATO STAMPA N. 1 DEL 14 GENNAIO 2020

 

Il movimento degli atleti con sindrome di down in Italia è un eccellenza con quasi 1.400 agonisti, da cui tra il 2018 e il 2019, sono scaturite 180 medaglie europee e mondiali ( 82 ori, 61 argenti, 37 bronzi ).

Un’eccellenza tra le eccellenze è Nicole Orlando che ha vinto quattro ori ai mondiali di atletica in sud Africa nel 2015. Tuttavia, sia in Italia che in Europa, il 90% delle diagnosi di sindrome di Down, viene indirizzata alla  interruzione volontaria di gravidanza.

L’ annuncio del vice Ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, in commissione Sanità al Senato (10.1.2020, AgenPress), che sarà sottoposto all’esame della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, in via di costituzione, l’inserimento nelle prestazioni erogabili nell’ambito del SSN degli screening prenatali non invasivi potrebbe sembrare “una conquista” finalizzata a dare un servizio alle coppie e alle donne per acquisire la conoscenza della normalità del corredo cromosomico del proprio bambino in utero.

Tuttavia, alla luce dei dati epidemiologi (90% di interruzioni volontarie dopo diagnosi di Trisomia 21) l’anticipazione della diagnosi dello stato di salute genetico del proprio figlio allarga in maniera esponenziale la possibilità dell’interruzione volontaria della gravidanza.

Sul piano concettuale, ciò obbedisce al concetto che l’aborto eugenetico precoce comporti un minore trauma psicologico, essendo l’embrione di piccole dimensioni: “piccolo embrione piccolo trauma”. Tutto ciò però è falso poiché studi di grosso spessore scientifico hanno acclarato che la sofferenza psicologica della donna non è in proporzione ai centimetri o ai grammi bensì alla perdita della presenza del figlio. Per cui l’allargamento a tutte le gestanti dei test genetici non invasivi (NIPT) – L’Emilia Romagna sarebbe la prima regione italiana che si appresta a farlo – è solo un apparente buon utilizzo delle risorse economiche in campo sanitario, perché non tiene minimamente conto dell’impatto sulla salute psicologica delle donne dopo un aborto eugenetico.

Come A.I.G.O.C., crediamo che l’utilizzo sempre più ampio delle diagnosi prenatali non invasive, senza soppesare rischi e conseguenze sulla salute delle donne e delle famiglie, rappresenti una inappropriata utilizzazione delle risorse economiche della sanità pubblica sia nel merito che nel metodo: nel merito perché si diffonde un elemento facilitatore dell’aborto eugenetico; nel metodo perché destina una grossa entità di risorse economiche, distogliendola da necessità sanitarie ben più importanti per la collettività.

È come investire nell’acquisto di tre bombe atomiche per distruggere 20 formiche: è un uso eticamente, umanamente e scientificamente sbagliato delle scarse risorse della sanità. Nessuna formica dev’essere distrutta; e se vogliamo aumentare la consapevolezza del benessere delle famiglie che affrontano la gravidanza, bisogna piuttosto impegnarsi a diffondere una cultura che sostenga la forza della dignità della persona umana, soprattutto quando questa è più debole, ricordando a tutti che la legge 194 non può essere una legge che incrementa l’aborto eugenetico di hitleriana memoria.

PER SCARICARE IL COMUNICATO CLICCA QUIComunicato Stampa AIGOC n 1 del 14 gennaio 2020

Granello di Senape e il Centro Aiuto alla Vita di Ruvo di Puglia organizzano il convegno:

LA SCIENZA PRENATALE A SERVIZIO DELLA VITA

 

Il convegno si terrà presso l’Hotel Pineta, via Marx Carlo 5.

Direttore scientifico: Dr. Lucio Nichilo

Segreteria organizzativa:

Dr. Floriano Ignazio 347 7269876

Dr. Patrizia Minafra 328 6843688

Dr. Maria Uccelli 333 8792546

 

Per iscrizioni al corso: granellodisenape.wixsite.com/ruvo

 

L’evento è organizzato dal Centro di Aiuto alla Vita “Granello di Senape” in collaborazione con la Fondazione il Cuore in una Goccia Onlus, e il patrocinio, tra gli altri, della nostra Associazione.

La partecipazione al convegno prevede l’attribuzione di 8 crediti formativi.

 

Per scaricare la Brochure CLICCA QUIRUVO DI PUGLIA 9.11.19

 

 

 COMUNICATO A.I.G.O.C. N.5 DEL 5 NOVEMBRE 2019

 

 

 Il Presidente della FNOMCeO dott. Filippo Anelli a proposito del suicidio assistito ha recentemente dichiarato: “È chiaro, ed esposto dall’articolo 3 del Codice di Deontologia Medica, il principio fondamentale su cui regge la nostra Professione: “Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana”.  Questa affermazione porta con sé almeno due corollari: il primo è che, da sempre, i medici vedono nella morte un nemico e nella malattia un’anomalia da sanare: mai si è pensato che la morte potesse diventare un alleato, che potesse risolvere le sofferenze della persona.” Tale presa di posizione in una società che sempre più sembra perdere il rispetto per la vita umana ci rincuora e ci spinge a denunciare le pressioni che alcuni Dirigenti delle ASL e delle U.O. di Ostetricia e Ginecologia esercitano su medici obiettori per indurli a cooperare agli interventi di ivg (aborti volontari) in particolare tardivi (dopo la fine della 12 settimana di gravidanza), che  vengono effettuati  in regime di ricovero.

L’art. 9 della legge 194/1978 recita: “il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione.    L’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento.”

Nei primi anni di applicazione della legge 194/1978 – in moltissimi ospedali italiani le ivg si effettuavano in regime di ricovero ospedaliero e maggiore era la sensibilità etica del personale medico e non – la frase “dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza” era interpretata nel senso voluto dal legislatore anche dai magistrati. Se su una richiesta di ecg, di esami ematochimici o di rx torace, addirittura in prericovero, era indicata la motivazione “ivg” il personale medico obiettore poteva rifiutarsi e nessun giudice disconosceva questo suo diritto.

Oggi si pretende di considerare l’aborto volontario un diritto e il medico un mero esecutore della volontà altrui.  Si assiste a condanne di colleghi ginecologi, che legittimamente tutelano il proprio diritto all’obiezione di coscienza (vedi il caso del collega ligure condannato anche in appello per essersi rifiutato di cooperare al completamento di un intervento di aborto  farmacologico).

Direttori medici e amministrativi piuttosto che assicurare e organizzare i servizi con personale non obiettore così come recita l’art. 9 della legge 194   (“Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale”) cercano di costringere gli obiettori addirittura ad essere responsabili di intere fasi dell’intervento abortivo per tutta la durata del turno di guardia ignorando o sottovalutando le profonde motivazioni che portano il personale sanitario a non offrire il proprio contributo a qualsiasi intervento abortivo volontario, che ha inizio con la firma del certificato necessario per procedere all’aborto (art. 5 e 7), continua con il successivo ingresso della paziente dopo la pausa di riflessione di 7 giorni in Day Surgery o in ospedale negli aborti tardivi e si  conclude con la visita di dimissione. Si tende invece a miniaturizzare e frazionare azioni e responsabilità in modo da non riuscire più neanche ad individuarne il responsabile.

L’assenza di personale medico e ostetrico non obiettore durante tutta la durata  dell’intervento abortivo crea i presupposti perché agli obiettori si chieda di intervenire, in nome di presunte “imprevedibili urgenze”, in realtà normali ed inevitabili eventi attesi durante un’interruzione volontaria di gravidanza. La legge 194, infatti, tutela l’obiezione di coscienza obbligando l’obiettore ad intervenire solo quando il suo aiuto è davvero “indispensabile” e non quando il suo aiuto viene “reso indispensabile” perché lasciato solo durante interventi abortivi che richiedono la costante assistenza di personale sanitario (“L’obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo” – art. 9 legge 194).

La già citata scarsa sensibilità etica di tanti operatori sanitari e la sudditanza psicologica di tanti giovani medici, del personale ostetrico, infermieristico ed ausiliario (accompagnare in sala operatoria o portare in barella una donna che si sottopone ad ivg si configura come cooperazione all’ivg)   hanno reso possibile una cattiva prassi, in particolare negli aborti tardivi che si prolungano spesso più di un turno di servizio ospedaliero.

Ribadiamo l’obbligo morale prima che giuridico delle amministrazioni, dei direttori responsabili e dei singoli di garantire e tutelare sempre  il diritto all’obiezione di coscienza previsto dalla stessa legge 194/1978!

Ribadendo il nostro diritto/dovere di medici di tutelare la vita di ogni uomo dal concepimento alla morte naturale e la nostra contrarietà a qualsiasi forma di eutanasia e di suicidio assistito, auspichiamo che il legislatore e la giurisprudenza rispettino la coscienza di ciascuno in modo chiaro e completo senza obbligarlo ad estenuanti procedure sindacali e legali, come purtroppo avviene a 41 anni dall’approvazione della legge 194/1978.

Come A.I.G.O.C. raccogliamo e continueremo a denunciare in tutte le sedi tali abusi perché nessun obiettore sia costretto ad operare contro scienza e coscienza.

PER SCARICARE IL COMUNICATO NELLA VERSIONE STAMPABILE CLICCA QUIComunicato Stampa n. 5 del 5 Novembre 2019

 

 

Presso l’Auditorium “Claudio Baglioni”, Oratorio Sant’Annibale Maria di Francia (Via Monte Bianco 30 – Andria-BT) si terrà un incontro dal titolo Feriti dal dolore Guariti dall’Amore” La vita prenatale: questa sconosciuta.

 

Interverranno il Professor Giuseppe Noia (Direttore dell’Hospice Perinatale Centro per le cure palliative prenatali S.Madre Teresa di Calcutta – Policlinico Gemelli Roma – Presidente della Fondazione “Il Cuore in una goccia onlus” – www.ilcuoreinunagoccia.com /Presidente A.I.G.O.C. Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici) e la Dr.ssa Anna Luisa La Teano cofondatori della Fondazione Il Cuore in una Goccia ONLUS.

 

Nel corso dell’incontro ci saranno delle testimonianze e un dibattito.

 

Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Sua Ecc. Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria.

 

Modererà il Dr. Saverio Lorusso, Rappresentante della Comunità “Papa Giovanni XXIII”.

 

Per scaricare la locandina CLICCA QUIAndria

 

 

In un orizzonte dal quale è stato espulso il Creatore e il suo progetto sull’uomo, nel quale sono ormai accantonati speculazione pensiero sul senso della vita, sul venire al mondo, sul vivere, sul soffrire, sul morire, sul destino ultimo, si fa avanti una nuova antropologia che ci presenta un uomo padrone assoluto di se stesso, del suo vivere e del suo morire.

Le certezze sull’uomo che ci sono state consegnate dalla Cristianità, sulle quali si è fondata una millenaria civiltà, si sgretolano e cedono sotto l’incalzare di una cultura che impone una nuova concezione dell’uomo e della vita, veicolata dal sottile inganno linguistico di modificare il significato delle parole, così la dignità non è più insita in ogni uomo, a prescindere dalle condizioni in cui si venga a trovare, ma viene attribuita, secondo standard eterodecisi. E il nascere e il morire passano dalle mani di Dio in quelle dell’uomo che si fa dio di se stesso.

Per un diabolico inganno il delitto diventa diritto, conquista di civiltà.

Ma “guai a coloro che chiamano bene il male male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre” dice il profeta…

Il Prof. Giuseppe Noia(Presidente AIGOC) interverrà al convegno con una relazione dal titolo “Dall’aborto all’eutanasia”

PER SCARICARE IL VOLANTINO DEL CONVEGNO CLICCA QUIpieghevole convegno 2019

 

 

 

 

 

LA VITA PRENATALE: QUESTA SCONOSCIUTA.FORMAZIONE PERMANENTE E ECM.La cittadella dell’Oasi di Troina EN, 12 ottobre 19

 

RILEVANZA

La terapia fetale nasce con l’avvento della medicina fetale 40 anni fa. In tutto il mondo le tecniche ultrasonografiche sono diventate elemento basilare per guidare approcci invasivi verso un compartimento fetale e apportare una serie di atti diagnostici e terapeutici finalizzati a trattare il feto come un paziente a tutti gli effetti. I successi ottenuti nel Centro di Diagnosi e Terapia Fetale del Gemelli attuando la cosiddetta terapia fetale integrata, dimostrano che anche in gravi patologie feto-neonatali, ci sono possibilità di intervento per ridonare capacità gestazionale a tutte quelle famiglie gravate da una diagnosi infausta. L’Hospice Perinatale ha un impatto culturale fra due modi di pensiero antropologicamente opposti: il primo vive dell’illusione che eliminando il sofferente si possa eliminare la sofferenza, il secondo invece nel rispetto più totale della preziosità della vita umana, senza guardare alle dimensioni dell’essere umano ma solamente al suo valore, cerca di prevenire le malattie, cerca di curarle, cerca di limitare i danni fisici e psicologici del malato e delle famiglie, cerca di lenire la sofferenza fisica e psicologica, forte dell’assunzione di tre metodologie per affrontare la sofferenza umana: I prevent, I cure, I relief (prevenire, curare, lenire il dolore). Ma tutto questo esprime il concetto della solidarietà umana, della medicina condivisa, e si traduce in un’unica espressione: I care (mi predo cura di te). Il quadro generale ha segnato quindi un passaggio che nella medicina fetale è diventato una eccellenza etica della nostra istituzione: l’Hospice Perinatale non è un luogo ma è un modo di curare il feto e il neonato. Anche nelle condizioni patologiche più estreme si può dare speranza di prevenzione, cura e sollievo del dolore accompagnando non solo il feto con tutto l’approccio scientifico e clinico ma anche le famiglie. E’ questo il vero fondamento della medicina della speranza.

 

FINALITÀ

Il corso si propone di introdurre gli argomenti cruciali per interpretare e valutare sul piano scientifico gli interventi medico- scientifici che riguardano la cura della vita sin dalle sue origini, nel rispetto della totalità della persona umana.

 

OBIETTIVI SPECIFICI

Il corso consentirà ai partecipanti di acquisire competenze rispetto a:

  1. protagonismo biologico dell’embrione;
  2. relazione biologica e psico-dinamica madre-feto;
  3. l’embrione ed il feto come paziente.

OBIETTIVO FORMATIVO ECM

18 – Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica

 

METODOLOGIA DIDATTICA

L’evento formativo privilegerà una metodologia didattica attiva che farà leva sulla motivazione all’apprendimento e sul ruolo dell’esperienza

 

MODALITÀ PER LA VALUTAZIONE DELLAPPRENDIMENTO

Questionario a risposta multipla con soglia di superamento del 75% di risposte esatte

 

DESTINATARI

L’evento è destinato alle seguenti figure professionali: tutte le professioni sanitarie, Sacerdoti, ICR, insegnanti, con un numero massimo di 200 partecipanti

 

L’IRCCS in qualità di provider ECM n° 336, ha accreditato l’evento, per gli operatori sanitari ECM, secondo i criteri stabiliti dalla CNFC. Il numero dei crediti assegnati è visionabile sul sito web, nella scheda informativa dell’evento.

PROGRAMMA

12 ottobre 2019

8.30-9.00 Registrazione dei partecipanti

9.00-9.30 Apertura del corso e saluti da parte del Vescovo della Diocesi di Nicosia Sua Eccellenza S. Muratore e da parte del Presidente dell’IRCCS Oasi Maria SS. di Troina Don Silvio Rotondo

Saluti da parte dei Responsabili diocesani della Pastorale della Salute e della Pastorale della Famiglia

9.30- 9.45 Introduzione al corso : Dott. M. Condorelli

9.45-11.00 “Protagonismo biologico dell’embrione” (Prof. G. Noia)

  • L’embrione medico della madre
  • L’epigenetica e il fondamento delle malattie nell’adulto riferibili ai primi 8 giorni di esistenza Modera: Dott.ssa R. Cento

11.00-11.30 Pausa

11.30-12.30 “La relazione biologica e psico-dinamica madre-feto”(Prof. G. Noia)

  • Lo sviluppo della sensorialità e del mondo psichico fetale
  • Le relazioni con la madre dinanzi ad eventi stressati o all’assunzione di farmaci
  • Le conseguenze fisiche e psichiche sulla salute mentale della donna dopo interruzione spontanea e volontaria

Modera: Dott.ssa M. Zingale

12.30-13.00 Dibattito

13.00-14.30 Pausa pranzo

14.30- 15,30 “L’embrione e il feto come paziente” (Prof. G. Noia)

  • prevenzione delle malformazioni in fase preconcezionale
  • la consulenza preconcezionale
  • la consulenza prenatale
  • la diagnosi prenatale: vecchi e nuovi approcci

Modera: Dott. Paolo Favazza

15.30-16.30 “L’embrione e il feto come paziente” (Prof. G. Noia)

  • la terapia del feto in utero
  • l’accompagnamento dei feti non passibili di terapia
  • l’hospice perinatale
  • la fondazione il cuore in una goccia onlus

Modera: Dott. F. D’ Amico

16.30-17.00 Discussione e Conclusioni

RESPONSABILE SCIENTIFICO

Filippo D’Amico e Francesco Gurgone – Responsabili dell’Ufficio di Pastorale della Salute -Diocesi di Nicosia

Salvatore Pettinato, Marinella Zingale, Vito Di Le, Rosmary Scilanga – Responsabili dell’Ufficio di Pastorale Familiare-Diocesi di Nicosia

 

DOCENTI

Giuseppe Noia – Professore Associato di Medicina dell’Età Prenatale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma

COORDINAMENTO DIDATTICO

Carolina Tomasi – Responsabile U.O.S. Formazione Permanente ed ECM – IRCCS Oasi Maria SS.

Silvestro Polizzi – UOS Formazione Permanente ed ECM – IRCCS Oasi Maria SS. Troina – spolizzi@oasi.en.it – 0935-936466

INFORMAZIONI GENERALI

COME ISCRIVERSI

Compilare online la richiesta di partecipazione sul sito http://formazioneweb.oasi.en.it/ Compilare online la scheda di iscrizione sul sito http://formazione web.oasi.en..

La Segreteria organizzativa comunicherà ai richiedenti l’ammissione al corso, tramite e-mail.

In caso posticipo o sospensione del corso, gli iscritti riceveranno comunicazione tramite e-mail/sms almeno una settimana prima della data di inizio.

FONTI DI FINANZIAMENTO

Non sono presenti altre fonti di finanziamento da sponsor istituzionali o commerciali.

QUOTA DI ISCRIZIONE

È prevista una quota di iscrizione per i partecipanti esterni di pari a 10,00

La quota del corso dovrà essere corrisposta entro una settimana dalla conferma dell’iscrizione da parte della segreteria organizzativa tramite bonifico sul conto intestato a Associazione Oasi Maria SS. Onlus presso Banca Carige S.p.a., Agenzia di Troina, IBAN IT33V0617583722000007628480, indicando nella causale ““Fertilità ed infertilità di coppia. Stili di vita ed ambiente per un’ecologia della persona”

– 13 gennaio 2019).

La ricevuta del bonifico deve essere inviata, pena l’esclusione dal corso, tramite e-mail agli indirizzi

ecm@oasi.en.it; economico.finanziario@oasi.en.it

corredata dai dati per la fatturazione.

RECESSO ISCRIZIONE

Qualora non si protesse prendere parte all’evento, dovrà essere comunicata rinuncia entro 30 gg.

antecedenti la data del corso, via mail all’indirizzo ecm@oasi.en.it.

In tal caso verrà integralmente rimborsata la quota versata, al netto di eventuali commissioni bancarie. Successivamente, purché almeno 15 gg. prima la data del corso, sarà applicata una trattenuta del 50%. In caso di mancata partecipazione senza comunicazione di disdetta o in caso di comunicazione inviata oltre i termini sopra previsti sarà trattenuta l’intera quota versata.

MODIFICHE AL PROGRAMMA E ANNULLAMENTO CORSO

In caso di mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti o per altri giustificati motivi l’IRCCS si riserva la facoltà di annullare o rinviare il corso dandone comunicazione scritta, alla mail indicata.

Solo in caso di annullamento si provvederà al rimborso della quota versata.

REGISTRAZIONE PARTECIPANTI E RILASCIO ATTESTATI

Al termine del corso, entro 48 ore, sarà scaricabile previa registrazione sulla piattaforma on-line http://formazioneweb.oasi.en.it, l’attestato di frequenza.

L’attestato con i crediti formativi ECM sarà disponibile entro 60 giorni, scaricabile dalla piattaforma on-line, http://formazioneweb.oasi.en.it.

Si ricorda che per acquisire l’attestato ECM occorre garantire la presenza in aula per l’intera durata dell’evento e il superamento della prova di valutazione dell’apprendimento.

PER SCARICARE IL PROGRAMMA CLICCA QUILa vita prenatale.Oasi di Troina.12.10.19

FESTA VERSO L’ALTRO

SEDE: Scuola “Madonna della Neve”

Via Nigoline 36 – Adro (BS)

 

Verso l’Altro è un evento all’insegna della gratuità e della solidarietà.Coinvolge oltre 100 volontari, che offrono il loro tempo e le loro competenze per dare vita a una festa conviviale per tutta la famiglia, il cui ricavato sarà interamente devoluto al progetto “Casa Delbrêl – Dimensione famiglia”, la casa accoglienza per famiglie e donne in difficoltà a Rodengo Saiano (BS)

VIDEO PROMO DELL’EVENTO

UNA FESTA PER TUTTI

 

L’associazione Punto Missione Onlus e il Baule della Solidarietà organizzano dal 2011 “Verso l’Altro”: tre giorni di festa nel mese di settembre promossi dai volontari e pensati per coinvolgere tutta la famiglia con giochi, incontri e spettacoli nella suggestiva cornice della Franciacorta, presso la Scuola Madonna della Neve di Adro, che dal 2018 affianca le due associazioni nell’organizzazione vera e propria dell’evento.

 

L’idea della festa è nata da due esigenze: da una parte il desiderio di un momento di incontro conviviale tra i volontari che animano le associazioni Punto Missione e al Baule della Solidarietà, dall’altra, la necessità di dare risalto all’operato di Punto Missione attraverso un momento pubblico di condivisione coinvolgente e profonda, in linea con la mission della onlus.

Di seguito il sito della “Festa Verso l’Altro” 2019, con tutte le informazioni sul programma e sulla location:

http://versolaltro.puntomissioneonlus.org/

L’intervento del Prof Giuseppe Noia (Presidente A.I.G.O.C.) si terrà nella giornata di domenica 22 settembre alle ore 17.30.

La relazione ha il titolo di “Il Mistero della generazione. La vita nascente come princiopio educativo”

PER SCARICARE IL PROGRAMMA CLICCA QUI: pieghevole_verso-l-altro-2019

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