Giorno: 25 Marzo 2019

Carissimi amici e colleghi,

vi scrivo innanzitutto per condividere con voi il sentimento di riconoscenza e gratitudine al Signore in occasione del 10 anniversario della nascita della nostra Associazione avvenuta il 25 marzo 2009. Con voi voglio fare una sorta di “shemah” perché è giusto ricordare da quanti faraoni interiori ed esterni Dio ci ha liberato e quanti piccoli o grandi Mar Rosso Dio ci ha fatto attraversare in questi 10 anni.

Permettetemi anche di ricordarvi, per chi non l’ha vissuto direttamente, le premesse di natura personale e di tutti coloro che globalmente hanno sostenuto questa iniziativa perché dalle radici di riflessione storica traiamo forza per andare “sempre avanti”. Le connotazioni personali di questa frase voglio condividerle con voi perché ritengo che siano un incoraggiamento per tutti. Alcuni aneddoti ci fanno molto riflettere su come questa piccola Associazione sia stata sostenuta dalla volontà di Dio e dalla risposta piccola e/o grande, a seconda dei casi e delle reali possibilità personali, di ciascuno di noi.

Era il 1998, e nell’Aula Nervi, in occasione di un Convegno del Movimento per la Vita, il Presidente di allora, Carlo Casini, mi presentò a Sua Santità Giovanni Paolo II con queste parole: “Santità, il Professor Noia è un ginecologo che cura i bambini dentro l’utero materno e che da poco ha pubblicato un libro”. Con il mio primo libro sulle terapie fetali ( Le Terapie fetali invasive ) mi avvicinai molto emozionato e glie lo consegnai. Mi ricordo come se fosse ora: guardò a lungo la copertina con l’embrione al centro su uno sfondo verde, lo benedisse e disse in maniera molto ferma: “Professore sempre avanti, sempre avanti!”.

9 anni dopo a Paravati in un incontro con la mistica mamma Natuzza Evolo chiesi a Padre Michele di dire a Mamma Natuzza di pregare per un modello di ricerca nell’animale sperimentale. Esso utilizzava le cellule staminali del cordone ombelicale che poi venivano iniettate nel feto di pecora sotto guida ecografica per dimostrarne in seguito l’avvenuto attecchimento. Il modello era finalizzato alla cura prenatale delle malattie genetiche ed era già stato pubblicato nel 2003 da Stem Cells, una prestigiosa rivista internazionale. Padre Michele mi disse “Chiediglielo tu stesso “. Ci fu un mio grosso disagio dinanzi a questa proposta perché dovevo spiegare un modello complesso a Mamma Natuzza che, sul piano umano, sapevo era una illetterata. Pensai che solo il livello della fede mi poteva aiutare e le dissi: “Mamma Natuzza chiedo preghiere per una ricerca sperimentale con le cellule staminali del cordone ombelicale” e lei mi disse “E chi ssù sti staminali?”(che cosa sono queste staminali?).Cercai di spiegare: “Sono delle cellule del cordone ombelicale che, opportunamente preparate, iniettate con l’aiuto dell’ecografia in un bambino malato, già prima della nascita, possono contribuire a curarlo”. Aspettavo con ansia la risposta e i secondi mi sembravano delle ore. Un minuto e mezzo di silenzio fu un tempo interminabile ma lei continuava a stare in silenzio. Dopo altri interminabili istanti è come se si fosse svegliata da un torpore ed esclamando con entusiasmo disse: “Aaaahhh chissa è na cosa bona” (Questa è una cosa buona) “Sempre avanti, sempre avanti”.

Un’altra annotazione personale ma con estensione a ciascuno di noi e riferibile alla nascita dell’associazione, fu quella del mio padre spirituale don Giuseppe De Santis: “Tu non ti proporre ma se ti chiamano, vai” mi disse. “perché dietro quella chiamata c’è qualcun Altro che ti chiama. Non pensare mai di cambiare il mondo ma devi dire semplicemente a te stesso – faccio quello che posso – così non perdi la pace perché se Pino perde la pace non più Pino”.

Tutti questi pensieri e altre motivazioni scientifiche, personali, antropologiche e di fede hanno guidato me e gli altri fondatori a creare l’ A.I.G.O.C. Infatti, c’era stato un pressante invito da parte dell’allora Monsignor Sgreccia, successivamente dal Cardinal Cafarra (illustri personalità della Chiesa) e dal Prof Salvati (Ginecologo molto noto del mondo accademico dell’Università di Roma), a creare un’associazione di ginecologi cattolici non per fare fondamentalismo etico ma per sviluppare i concetti della scienza come terreno di confronto, di dialogo e per certi versi di pacificazione sociale e culturale.

Alcuni mesi prima della nascita dell’A.I.G.O.C ci eravamo incontrati con alcuni degli attuali componenti del Direttivo (Angelo Francesco Filardo e Alberto Virgolino) e con altri colleghi per redigere, rivisitare e finalizzare lo Statuto che, con la sua approvazione, ha visto nascere la nostra Associazione.

Il 25 marzo 2009, ovviamente, non è stata una data scelta a caso ma esprimeva un coacervo di significati: il concepimento di Gesù e, con l’annunciazione, il Si di Maria che ha reso possibile la Rivelazione e la nostra salvezza; la santificazione che Dio ha dato all’embrione col Suo “farsi carne”; la consegna al mondo della scienza della sacralità della vita prenatale, di ogni vita umana voluta da Lui, progettata da Lui (“Ti ho fatto come un prodigio…Prima che le tue viscere fossero formate Io già ti conoscevo”) e affidata alla custodia delle famiglie e di noi medici; il rapporto tra la scienza prenatale e tutte le devastazioni che leggi inique e la cultura della morte hanno portato e continuano a portare alla fecondità umana e alla bellezza dell’amore familiare; tutte le derive etiche, scientifiche, giuridiche e antropologiche che non solo devastano il pensiero dell’accoglienza della vita quando c’è ma diffondono una cultura mortifera anche quando le generazioni si preparano (o dovrebbero prepararsi) a conoscere e a vivere in consapevolezza la forza propulsiva dell’amore umano, dell’affettività e della sessualità, irridendo, spesso, alla scientificità e alla completezza umana dei metodi naturali.

La declinazione di questi “capitoli” della cultura della morte è un lungo elenco della medicina senza speranza che non mortifica solo la scienza ma aggiunge dolore a dolore alle donne, alle coppie, alle famiglie: le pillole abortive, l’aborto volontario in ogni sua eccezione e ampiezza ovviamente compreso l’aborto eugenetico, la fecondazione extra corporea con le mille sfumature anti umane fino alla punta dell’iceberg dell’utero in affitto, la diagnosi prenatale con tutte le sue menzogne scientifiche, la sperimentazione e la distruzione degli embrioni e il loro commercio con l’uso facilitato delle staminali embrionali, sono tutte derive etiche, scientifiche, giuridiche, e antropologiche che non solo deformano il giusto uso della scienza ma distruggono il tesoro dell’umano che c’è in ogni persona.

L’attacco alla vita, alla coppia, alla famiglia è palese e non permette in alcuni casi addirittura, di contrastare la cultura del pensiero unico. Motivazioni psicosociali e strategie pseudoscientifiche si uniscono a grandi manipolazioni mediatiche sulla verità della persona umana e della famiglia naturale in nome di un approccio fondato sulla falsa pietà e sulla falsa compassione di situazioni di fragilità legata alla vita nascente e cavalcando un apparente criterio di libertà e di pari opportunità e accusando la cultura della vita di discriminazioni psicosociali che la vera antropologia cristiana non ha mai cavalcato. È una mia opinione che questo colosso di Rodi, mediatico e virtuale ha i piedi di argilla poiché pesca sulla cultura post moderna che non ha fondamenti e radici valoriali sia scientifici che umani e pertanto alimenta il “tutto e subito”, con diritti che nascono come funghi ogni giorno e senza proiezioni per le generazioni future.

In questi 10 anni l’A.I.G.O.C. si è impegnata molto perché attraverso il passaggio dall’informazione alla conoscenza si potesse proporre un modello di convivenza umana più attento alle fragilità, più ricco di valori, più pieno di contenuti che elevasse la comunità civile al desiderio di costudire, proteggere e salvare l’umano che c’è in ogni persona, senza distinzioni ideologiche o politiche o culturali.

Sono stati effettuati 35 tra Scuole Itineranti e Convegni, 55 Comunicati Stampa con prese di posizioni etiche e scientifiche sulle varie problematiche attuali e generali, centinaia di incontri e seminari, presenza nei media con interviste, riflessioni e stesura di articoli che i componenti del direttivo e tanti altri di voi hanno organizzato nelle proprie realtà locali e nazionali. Sinergie cercate e attuate con altre realtà consimili, accademiche e non, hanno validato il nostro modo di operare finalizzato non ad attuare un fondamentalismo etico ma una formazione permanente, fornendo iniziative e progetti educativi a colleghi, personale medico, coppie e famiglie.

Nel 2014, l’A.I.G.O.C. è stata riconosciuta come Associazione privata di fedeli dotata di personalità giuridica privata con tutti i diritti e obblighi stabiliti dal C.I.C. per tali fattispecie. Nel settembre 2018  ho ricevuto la nomina a  Consultore  del Dicastero Vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Tutto questo impegno aveva l’obiettivo di instillare un serio discernimento sulle evidenze scientifiche, antropologiche, giuridiche e magisteriali sul mondo della vita nascente e della famiglia. Non abbiamo cercato steccati ideologici ma abbiamo parlato a tutti; non gridando ad alta voce ma gridando con la forza delle idee e la potenza delle ragioni della ragione scientifica. Infine, abbiamo sentito, come associazione e come singoli, di proporre anche il grande bagaglio delle testimonianze umane nell’affrontare il disagio sociale ed economico di tante donne, coppie, famiglie gravate da desolazione e lutti, quando la ricerca del figlio non veniva o se ne piangeva la perdita dopo aborti spontanei e/o peggio ancora volontari. Tutto ciò ubbidiva al criterio di una frase molto cara a Santa Madre Teresa di Calcutta: “Metti la tua goccia e arriverà l’oceano di Dio”, e mi sento di riproporvela affinché, con questa goccia di 10 anni, possiamo tutti diventare costruttori di progettualità che combattono l’arroganza dell’ignoranza e la distruzione del tessuto umano e sociale. Citando ancora Madre Teresa, vi abbraccio tutti con un’altra sua frase: “Fai il bene e fallo bene”.

Auguri nella festa di Gesù concepito per un futuro sempre più pieno di amore.

     “Sempre avanti”

                                                                                                                      Giuseppe Noia

                                                                                                                 Presidente A.I.G.O.C.

                                                                                      Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici

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