HUMANAE VITAE: UN’ENCICLICA TUTTA DA SCOPRIRE

Foligno, 22 luglio 2018 – XVI Domenica T.O.

Angelo Francesco Filardo

Direttore Centro “Amore e Vita” e V.Presidente dell’A.I.G.O.C.

L’HUMANAE VITAE è molto di più di un “no” chiaro ed esplicito senza necessità di interpretazioni alla pillola ed alla contraccezione: è prima di tutto un grandissimo “sì” alla difesa dell’amore coniugale, esplicitato molto bene nel n.12 di questa profetica e molto contrastata enciclica “Tale dottrina, più volte esposta dal magistero della chiesa, è fondata sulla connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo. Infatti, per la sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna. Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso di mutuo e vero amore ed il suo ordinamento all’altissima vocazione dell’uomo alla paternità. Noi pensiamo che gli uomini del nostro tempo sono particolarmente in grado di afferrare il carattere profondamente ragionevole e umano di questo fondamentale principio.”
Dopo il diffondersi della banalizzazione della sessualità e della promiscuità tra le giovani generazioni, per celebrare il 10° anniversario dell’H.V. in Inghilterra pensarono bene di far nascere la prima bambina prodotta in provetta, Luise Brown.
Il primo passo era stato “rapporti sessuali con chi vuoi e quando vuoi senza procreazione”, il secondo “produrre la vita umana in laboratorio senza l’unione della coppia genitoriale”. Ma quando si rompe di propria iniziativa la  connessione inscindibile tra il significato unitivo e il significato procreativo dell’atto coniugale il risultato è inevitabilmente drammatico per l’umanità: l’uomo viene degradato ad oggetto e moltissime vittime innocenti vengono immolate sull’altare del piacere e dei propri desideri.
La recente pubblicazione della Relazione annuale del Ministro della Salute al Parlamento sull’applicazione della legge 40/2004 ci consente di prendere coscienza dei danni della fecondazione extracorporea: l’altissimo numero di embrioni sacrificati (nel 2016 in Italia almeno 165.700 per far nascere 11.791 bambini vivi) ed il crescente numero di bambini crioconservati (nel 2016 38.687 riportati nella relazione + almeno 6.577 nei cicli con donazione di gameti di cui non si ha menzione nella relazione), per cui dal 2005 al 2016 essendo stati crioconservati almeno 188.638 embrioni e scongelati 118.504 nei crioconservatori dei diversi centri italiani sono rimasti sospesi nel gelo a tempo indeterminato – forse per sempre! – almeno 70.134 embrioni, di cui non si prendono cura non solo i propri genitori, ma neanche il Governo ed il Parlamento che dopo la liberalizzazione da parte della Corte Costituzionale nel 2009 del numero di embrioni da produrre e da conservare non avvertono il dovere di tutelare la vita di questi microscopici esseri umani, come prevede la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo “il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica ed intellettuale necessita di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita”).
Nessun lettore ha difficoltà a considerare disumano un numero così alto di bambini sacrificati eppure in questi giorni i mezzi di comunicazione di massa non ne hanno parlato affatto! E nessun invito ad indossare magliette viola o color ghiaccio (per fermare le pratiche disumane che producono tali morti o il disumano congelamento di tanti embrioni) abbiamo ricevuto da chi per altri disumani trattamenti si è mobilitato con molta eco mediatica.
L’approvazione della legge 194 sempre nel 1978 e la mentalità contraccettiva – l’anti life mentality – instauratasi per il rifiuto e per l’ignoranza dell’insegnamento contenuto nell’H.V. ha prodotto un numero ancora maggiore di vittime innocenti ed indifese. In Italia nei primi 40 anni sono circa 6 milioni le vittime regolarmente registrate dell’aborto volontario, ma molto più grande è il numero dei cripto aborti – gli aborti occultati, non considerati tali – dovuti all’uso della spirale, della pillola ep, della minopillola e dei progestinici deposito, dedelle pillole del/i giorno/i dopo – che si aggiravano nel solo anno 2016 intorno a 1.330.061.
Ma i danni della contraccezione non si fermano alla loro occisività, ma incidono negativamente sulla salute delle donne provocandone in alcune anche la morte, sull’ecologia ambientale e sul modo di concepire la sessualità nelle giovani generazioni .
Si parla dell’aumento dell’uso di droghe e di alcool nei giovani, ma pochissimi denunciano esplicitamente che l’infelicità dei giovani è legata all’uso del sesso mordi e fuggi, che non può appagare il desiderio di essere amato e di amare che è in ognuno di noi, alla fragilità delle unioni matrimoniali, alla pornografia, alla mancanza di un’educazione affettiva.
Mentre c’è chi si da da fare per rendere accettabile in ambiente cattolico la contraccezione – nonostante la sua potenziale abortività – una sessuologa belga, non credente, che opera in Francia, Therese Hargot, nel libro “Una Gioventù sessualmente liberata (o quasi)” pag.105 oltre a denunciare il fallimento della liberazione sessuale lancia un monito ecologico  «Come posso tollerare che la donna che amo si bombi di ormoni mentre io rifiuto di mangiare un pollo che ne porti la benché minima traccia? Mangiamo bio, facciamo attenzione alla nostra salute, allora prendere la pillola è totalmente incoerente con la nostra filosofia di vita!» mi confidava un ventottenne molto motivato a formarsi, insieme alla propria compagna, ad un’alternativa da loro giudicata «più rispettosa della donna e più responsabilizzante per l’uomo».”
Il Centro “AMORE E VITA” nella ricorrenza del 50° anniversario dell’H.V. ha pubblicato il libretto L’ABORTO VOLONTARIO e la VII edizione dell’opuscolo LA FECONDITÀ UMANA per offrire a tutti le informazioni necessarie per poter fare scelte libere, consapevoli e pienamente umane. Ci auguriamo che in particolare i Giovani ne vogliano fare tesoro in preparazione al prossimo Sinodo.