Giorno: 18 maggio 2018

COMUNICATO del 23 novembre 2012
IL PROBLEMA ETICO DEGLI EMBRIONI CRIOCONSERVATI

 

In questi ultimi mesi si è sentito spesso parlare in ambito cattolico di APN (adozione per la nascita) degli embrioni crioconservati; in particolare il Presidente Nazionale di Scienza e Vita, prof. Lucio Romano, parlando a Roma, presso l’ ATENEO REGINA APOSTOLORUM ed in videoconferenza a Bologna presso l’Istituto VERITATIS SPLENDOR il 15 maggio u.s. ha fatto capire che tra le diverse opzioni possibili la sola scelta buona fosse quella dell’adozione di detti embrioni.

Volendo aprire un confronto anche infra cattolico abbiamo deciso di mettere nel programma della quinta tappa della nostra Scuola Itinerante, che si è svolta il 15 e 16 novembre ad Aversa (Campania, dopo la Sicilia, l’Umbria, le Marche e le Puglie) tale argomento e di affidarlo all’aversano prof. Lucio Romano.

Dopo la molto dettagliata e completa presentazione delle attuali conoscenze scientifiche sull’argomento conclusa con una tabella sintetica dei pro e dei contra all’APN fatta dal prof. Romano, il prof. Giuseppe Noia, ha sottolineato come l’utilizzo del concetto di adozione inneschi una serie di problemi etici sempre più gravi in una spirale senza fine e trasformi – come affermava il prof. Padre Angelo Serra – un atto di carità compiuto per salvare la vita ad un embrione in derive etiche ancora più gravi giustificando addirittura un aumento del ricorso alla crioconservazione degli embrioni, che possono essere adottati.

Il prof. Lucio Romano rispondendo al prof. Noia ha affermato che pur essendo coscienti che le donne disponibili ad adottare embrioni crioconservati siano pochissime, che migliaia e migliaia di embrioni per quanto adottabili non saranno adottati, che scongelandoli solo 4-6 su cento potranno nascere, tuttavia l’istituto dell’Adozione è molto importante perché simbolicamente significa dare una risposta simbolica forte, forte allo statuto di persona, che alcuni vogliono disconoscere o non riconoscere, ed ha concluso – dopo aver affermato che fra 20-25 anni gli embrioni criocongelati saranno tanti da doverli per convenzione sopprimerli – con un interrogativo “Vogliamo o non vogliamo riconoscere lo statuto dell’embrione?”

Quindi noi per riconoscere lo statuto dell’embrione dovremmo fare una cosa non buona? ha esordito il dott. Angelo Francesco Filardo facendo notare come la crescente crioconservazione degli embrioni in Italia è possibile, perché gli estensori della legge 40/2004 e quelli delle linee guida applicative non hanno mai regolamentato dettagliatamente l’impegno della donna e della coppia impossibilitata a sottoporsi al trasferimento in utero degli embrioni prodotti in vitro prima della sentenza n. 151 del 15-5-2009 della Corte Costituzionale e dopo tale sentenza nel definire anche che cosa si intende per “un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario” , in particolare necessario a chi ed a che cosa? , impegno che va assunto nell’esprimere il consenso informato per cui in mancanza di questo impegno ad impiantare comunque – anche se il primo trasferimento si conclude con la nascita di uno o più bambini – gli embrioni prodotti la coppia non può essere ammessa alla Fecondazione in Vitro.

Rispondendo alla domanda di don Stefano Tardani il Presidente nazionale di Scienza e Vita ha tra l’altro affermato che il costo di questi embrioni crioconservati non sarà più a carico della singola coppia, non sarà sicuramente a carico del singolo Centro che provvede a crioconservare gli embrioni; un domani – é questa un’affermazione volutamente provocatoria – fra qualche anno lo Stato non sarà in grado di poter mantenere gli embrioni crioconservati … ed ha concluso con l’interrogativo già fatto “adesso noi vogliamo o non vogliamo riconoscere lo statuto dell’embrione?”

Da quanto riferito è evidente che la posizione dell’AIGOC, espressa con ferma convinzione negli interventi del Presidente e del Segretario nazionali, è molto distante da quella espressa dal Presidente nazionale dell’Associazione Scienza e Vita ed è motivata oltre che dai motivi scientifici (scarsa sopravvivenza degli embrioni scongelati: solo 4-6 nati vivi su

  • embrioni scongelati) anche bioetici (accettare l’Adozione Per la Nascita significa accettare la fecondazione eterologa per la coppia, accettare la maternità surrogata nei casi di impossibilità della gestazione da parte della donna adottante, correre il rischio dell’estensione dell’istituto dell’adozione ai single ed a …)…

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COMUNICATO A.I.G.O.C.  del 22 novembre 2012
Appello al Presidente della Repubblica

 

L’assemblea dell’AIGOC, Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici, riunita ad Aversa il 15 novembre 2012, all’unanimità ha deciso di inviare un appello al Presidente della Repubblica, on. Giorgio NAPOLITANO, nella sua qualità di primo garante della Costituzione Italiana e presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed al Governo Italiano in merito alla sentenza della III Sezione Civile della Corte di Cassazione n. 16574 del 2 ottobre 2012, che – con un tortuoso giro di parole – di fatto sancisce che:

Se nasce un bambino “malato” deve essere risarcito anche lui per la “vita handicappata” che dovrà vivere a causa della sua nascita, che l’errore medico non ha evitato (o ha concorso a non evitare);

La donna ha diritto di abortire il feto “non sano” solo per il solo fatto che “non è perfetto e sano”. (“accertamento doppiamente funzionale alla diagnosi di malformazioni fetali e (condizionatamente al suo risultato positivo) all’esercizio del diritto di aborto” 9/71 PDF sentenza ).

L’assordante silenzio e l’accettazione passiva da parte del Presidente della Repubblica e del Governo fanno pensare che la nostra Carta Costituzionale non è più valida e che l’antinazismo – nonostante il recente ricordo fatto dal nostro Presidente Napolitano all’amico Francesco Rosi da 70 anni siamo fedeli a spirito antifascista – è ormai superato e l’eugenismo non è più un crimine contro l’umanità, ma un fatto umanitario ed un dovere del medico, che se l’omette è condannato a pagare un risarcimento.

La conferma della deriva eugenetica promossa da alcuni Giudici con SENTENZE MANIFESTO è confermata dalla citazione della Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la legge 40/2004 fatta sia in questa sentenza della Corte di Cassazione a pag. 45 sia nella la recentissima sentenza del Tribunale di Cagliari, che citando la già menzionata sentenza della Corte Europea ha autorizzato – contro quanto previsto dalla vigente legge 40/2004 – una coppia, lei malata di talassemia major e lui portatore sano, di eseguire il test (diagnosi reimpianto) all’Ospedale Microcitemico di Cagliari, ospedale a cui i due genitori si erano rivolti per sapere se l’embrione ottenuto con le tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma) – anche questo è avvenuto contro quanto previsto dalla vigente legge 40/2004, all’art. 4 così recita “1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico – era affetto della stessa patologia genetica…

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SIAMO DIVENTATI TUTTI HITLER O HITLER E’ DIVENTATO IL PRECURSORE DEI NUOVI DIRITTI CIVILI ?

 

COMUNICATO DEL 5 SETTEMBRE 2012

 

Il Consiglio Direttivo dell’AIGOC, Associazione Italiana Ginecologi ed Ostetrici Cattolici leggendo la sentenza di una sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha ritenuto il divieto di diagnosi genetica preimpianto sull’embrione prodotto in vitro contrario all’articolo 8 della Convenzione, ed alcuni commenti ad essa correlati ha rilasciato questa dichiarazione “Siamo profondamente rattristati ed addolorati perché tocchiamo con mano come in poco più di 60 anni ciò che é stato considerato un crimine contro l’umanità (la selezione eugenetica voluta da Hitler, …) per i giudici di questa sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è divenuto un diritto tanto importante da condannare lo Stato Italiano a risarcire la coppia che non l’ha potuto esercitare.In occasione dell’assegnazione del premio Nobel ad Edwards – affermano i Dirigenti dell’AIGOC ‐ abbiamo denunciato l’altissimo costo in vite umane innocenti di queste tecniche di riproduzione umana ‐ che in senso strettamente scientifico non possono e non potranno mai essere considerate terapie – che nel 2010 in Italia hanno causato la morte di 121.750 embrioni per far nascere 10.036 bambini, superando addirittura il numero delle vittime della legge 194/1978 nello stesso anno (115.372).

Questa sentenza sarebbe – dovrà essere confermata dalla Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ! – disastrosa perché di fatto distruggerebbe il pilastro fondante della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo contenuto nel suo preambolo “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”, omettendo di tener conto non solo dei dati offerti universalmente dalla scienza sull’inizio della vita umana ma anche della recente definizione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea “costituisce un «embrione umano» qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione, qualunque ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e qualunque ovulo umano non fecondato che, attraverso partenogenesi, sia stato indotto a dividersi e a svilupparsi.”

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COMUNICATO A.I.G.O.C. del 11 Settembre 2012
Presunta nostra ignoranza di eugenetica
In merito alla “preoccupazione per la gravità delle affermazioni della Associazione dei Ginecologi e Ostetrici Cattolici in riferimento alla sentenza della Corte UE” espressa dalla S.I.S.ME.R. il Consiglio Direttivo dell’A.I.G.OC. manifesta il suo dispiacere nel notare che la preoccupazione espressa dalla S.I.S.ME.R. sia motivata da una presunta nostra ignoranza della definizione di eugenetica elaborata dalla O.M.S. e non piuttosto dal numero sempre crescente di vittime della diagnosi preimpianto e di un certo modo di fare diagnosi prenatale.Quando una vita umana innocente ed indifesa viene eliminata la gravità morale di questo gesto non cambia se c’è una legge che consente di farlo oppure no e neanche le definizioni di organismi internazionali possono modificare la reale gravità del gesto di uno o più esseri umani che si arrogano il diritto di decidere se un altro loro simile debba o non debba continuare a vivere!
Non è la prima volta che Società Scientifiche cambiano a loro piacimento alcune definizioni per camuffare la realtà dei fatti (vedi A.C.O.G., 1965) oppure per “calmare l’ansietà diffusa nell’opinione pubblica” (M. Warnock , 1984) e per creare una cultura di morte facendola passare per progresso scientifico.

 

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COMUNICATO STAMPA del Giugno 2012

 

DELUSIONE, TIMORE, DOLORE
  

Di fronte alla decisione della Corte Costituzionale di dichiarare manifestamente inammissibile il ricorso presentato dal Giudice Tutelare di Spoleto per valutare la legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge, indicante le circostanze che permettono l’aborto entro i primi 90 giorni visto che potrebbero violare gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (tutela della salute) della Costituzione, il Consiglio Direttivo dell’ AIGOC, Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici sente la necessità di manifestare pubblicamente i sentimenti, che il comportamento dei Giudici ha suscitato: delusione , timore , dolore.

Come operatori impegnati quotidianamente al servizio della vita umana nascente non possiamo tacere l’abuso da parte delle donne, il più delle volte lasciate sole a decidere e spesso mal consigliate anche dagli Operatori delle Strutture che dovrebbero offrire loro sostegno ed aiuto, e degli Operatori Sanitari del ricorso all’aborto volontario senza gravi motivi reali e documentabili per la loro salute anche dopo i 90 giorni di gravidanza.

Per questo riteniamo molto grave per il bene comune della nostra Italia e dell’Umanità tutta la decisione della Corte Costituzionale e ci auguriamo che quanto prima chi ha a cuore il rispetto della dignità e della vita umana si mobiliti per fare ciò che i Giudici non hanno voluto fare.

 

COMUNICATO AIGOC per scaricarlo CLICCA QUIComunicatoCorteCostituzionale_giugno2012

COMUNICATO A.I.G.O.C.  del 18 aprile 2012

 L’A.I.G.O.C. smentisce le battaglie del relativismo etico-scientifico e promuove con forza la   Cultura della Vita

 

La preziosità della vita umana è in pericolo: uniamoci ancor di più per contrastare la deriva scientifica e relativista delle nostre società” – è quanto dichiara oggi il presidente Giuseppe Noia in una nota dell’AIGOC, che commenta i fatti e le idee delle ultime settimane in Italia e nel mondo.

 

“La Vita è stata umiliata – prosegue la nota dell’AIGOC – in una spirale di relativismo scientifico, etico ed umano. Le menzogne della scienza sono sotto gli occhi di tutti: la pillola dei 5 giorni dopo, abortiva, viene continuamente proposta come “contraccettivo di emergenza”. In Cina vengono propagandati come terapeutici, approcci che utilizzano le cellule staminali embrionali, senza alcuna evidenza scientifica di successo ma integrati in un supermarket delle illusioni. La “precarietà” dell’embrione nei suoi primi momenti esistenziali, è stata accentuata recentemente dall’episodio avvenuto all’ ospedale San Filippo Neri: 94 vite umane, concepite in vitro e congelate sono andate perdute per un malfunzionamento del freezer. Attualmente nel mondo, dai censimenti degli ulimi 8 anni, vi sono più di 1.500.000 di embrioni congelati”.

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