AIGOC Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici

La corte costituzionale italiana legittima l’eugenismo di stato con il silenzio assenso del governo non costituitosi in giudizio

COMUNICATO STAMPA n. 6 DEL 13 NOVEMBRE 2015

eugenetica comunicato aigoc 13 novembre 2015Con la sentenza n. 229/2015 depositata l’altro ieri in cancelleria la Corte Costituzionale Italiana ha completato il lavoro iniziato con la sentenza n. 96/2015 con la quale – come abbiamo ampiamente spiegato nel nostro Comunicato Stampa n. 3/2015, che invitiamo a leggere o a rileggere - in modo implicito aveva già reso lecito ciò che ora esplicitamente autorizza, cioè che si possono selezionare gli embrioni da impiantare togliendo agli embrioni malati o portatori di malattie genetiche la possibilità di essere impiantati nell’utero della madre/donna committente e quindi di avere in media le 6,7 probabilità su 100 di vedere la luce del sole come gli altri embrioni sottoposti a PGD.

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La diminuzione numerica degli aborti volontari non ci induca a sottovalutare i rischi nascosti incombenti: l’eugenismo e il cripto abortismo di stato

COMUNICATO STAMPA N. 5/2015 DEL 9 NOVEMBRE 2015

aigoc comunicato stampa n°5 del 2015            Nella nostra analisi dei dati offerti dal Ministro della Salute nell’ultima relazione al Parlamento sulla attuazione della legge 194/1978 ci limitiamo ai dati definitivi dell’anno 2013, perché questi già sono carenti a causa dei dati non rilevati in quasi tutte le tabelle, che in alcuni casi raggiungono numeri vergognosi (tab. 18 certificazione urgente/non urgente 6.076; tab. 19 settimana di gravidanza 4.484) per essere dati - indispensabili per una certificazione corretta e legale ! - forniti dal Ministero a 22 mesi di distanza dalla fine dell’anno di riferimento.

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La Corte Costituzionale dichiara leciti la fecondazione artificiale e la diagnosi pre-impianto

COMUNICATO STAMPA N.3/2015 del 12 Giugno 2015

fecondazione artificiale AIGOCLa decisione della Corte Costituzionale di dichiarare leciti l’accesso alla fecondazione artificiale alle coppie non sterili e la diagnosi pre-impianto non ci sorprende in quanto – come già espresso in nostri precedenti comunicati – era nell’aria, ma ci rattrista moltissimo perché con questa decisione la Suprema Corte non ha solo dichiarato lecito ciò che solo undici anni fa il Parlamento aveva espressamente vietato perché ritenendo l’accesso alla fecondazione in vitro un mezzo per ovviare alla sterilità ed infertilità di coppia lo consentiva a determinate condizioni che dovevano assicurare  i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito, ma ha ridotto il concepito, il più debole ed indifeso degli esseri umani ad un oggetto, che può essere preteso come diritto, commissionato, prodotto, scartato se è portatore di malattia congenita e/o non perfetto!

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Anche nel 2013 continua la strage di embrioni prodotta in Italia dalla fecondazione extracorporea

COMUNICATO STAMPA N.4/2015 del 09 Luglio 2015

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comunicato AIGOC 4-2015I dati forniti dalla Relazione presentata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin al Parlamento sull’attuazione della legge 40/2004 nell’anno 2013 confermano il triste primato, che ormai detengono da 4 anni, cioè che le tecniche di fecondazione extracorporea rappresentano in Italia la prima causa assoluta, certificata, di morte degli embrioni umani (143.770 vittime).

            La relazione ministeriale  ci mostra un aumento costante delle coppie trattate e dell’età delle donne che si sottopongono a queste tecniche, la cui età media nel 2013 (36,6 anni) è nettamente superiore a quella che le stesse linee guida 2015 emanate dal Ministro Lorenzin indicano come età critica e che i dati del 2013 confermano.   Il 9,9% delle donne sottoposte nel 2013 a stimolazione ovarica non viene sottoposto a prelievo degli ovociti “Come illustrato nella Figura 3.2.8 (pag. 42), il rischio che si possa sospendere il trattamento è direttamente proporzionale all’aumentare dell’età delle pazienti. Se, infatti, nelle classi di età fino a 39 anni il rischio di sospensione di un ciclo prima del prelievo è inferiore al 10%, per le pazienti con età compresa tra i 40 ed i 42 anni il rischio diventa del 10,4%, fino ad arrivare al 17,1% per le pazienti con età maggiore od uguale ai 43 anni, 2,5 volte maggiore di quello delle pazienti più giovani.”

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A 20 anni dall'Evangelium Vitae

COMUNICATO STAMPA N.2/2015 del 24 Marzo 2015

A 20 ANNI DALL’EVANGELIUM VITAENell’anniversario dei 20 anni dell’Evangelium Vitae, l’AIGOC, che il 25 marzo 2015 ricorda anche il sesto anno di nascita dell’Associazione partecipando al convegno teologico, scientifico, pastorale con la veglia per la vita in Assisi a S. Maria degli Angeli, vuole rinnovare il grazie al Signore per aver messo nel cuore di tutti i suoi aderenti il desiderio di servire la Chiesa e il suo Magistero con tutti i doni culturali ed umani che ogni singolo membro dell’Associazione ha ricevuto. “Occorre una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia in favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita”. La cultura della vita sta alla base ed è il presupposto ineludibile per sviluppare qualunque aspetto di una autentica ecologia del creato.

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